Abito da Sposa su Misura

Quanto può essere personalizzato davvero?

Un modello di collezione è un punto di arrivo o l’inizio di un progetto?

Oggi voglio raccontarvi della differenza tra modificare un abito e costruirlo intorno alla sposa.

Una delle domande che ricevo più spesso è:

“Quanto posso personalizzare un abito della tua collezione?”

La risposta è semplice: molto.

Ma forse sarebbe più corretto utilizzare un’altra parola.

Studio.

Perché quando un abito viene realizzato da zero, la personalizzazione non consiste semplicemente nel cambiare una manica o modificare una scollatura. Il modello che la sposa vede in collezione può diventare il punto di partenza per qualcosa di completamente nuovo.

La collezione non è un catalogo

Quando progetto una collezione, ogni abito nasce per raccontare una precisa idea estetica.

Ma questo non significa che debba rimanere identico quando una ragazza arriva in atelier.

Una sposa può innamorarsi della silhouette di un modello, del tessuto di un altro o semplicemente di un dettaglio.

Da lì inizia la progettazione.

Cosa può cambiare?

Quasi tutto ciò che contribuisce alla costruzione dell’abito può essere ripensato:

la scollatura;

le maniche;

la lunghezza e il volume della gonna;

i tessuti;

i pizzi e i ricami;

la scollatura sulla schiena;

lo strascico;

boleri e coprispalle;

i veli e gli accessori.

Ma il punto non è creare una lunga lista di possibilità.

Il punto è capire quali di queste scelte abbiano realmente senso per quella sposa.

Un esempio concreto

È capitato di partire da un abito appartenente a una collezione precedente e utilizzarlo semplicemente come riferimento.

La sposa amava la linea del corpetto, ma desiderava una gonna diversa.

Da lì il progetto è cambiato: proporzioni, materiali, dettagli e costruzione sono stati ripensati fino ad arrivare a un abito che non era più semplicemente una modifica del modello originale.

Era diventato il suo abito.

Perché non realizzo semplicemente “quello della foto”

Perché una fotografia mostra un abito.

Non mostra la persona che lo indosserà.

La stessa linea può avere un risultato completamente diverso su due corpi, con due posture differenti, due personalità e due idee diverse di eleganza.

Per questo il mio lavoro non consiste nel replicare una fotografia.

Consiste nel capire cosa rende quella fotografia interessante per la sposa e trasformare quell’idea in qualcosa che appartenga davvero a lei.

Il vero significato del su misura

Il su misura non significa avere infinite possibilità a disposizione.

Significa avere la possibilità di scegliere consapevolmente.

E significa anche avere qualcuno che sappia dire quando una modifica migliora davvero l’abito e quando, invece, rischia di allontanarlo dalla sua idea iniziale.

Per questo il percorso sartoriale è prima di tutto un confronto.

Una conversazione tra ciò che la sposa immagina, ciò che desidera e ciò che è possibile costruire.

Alla fine non dovrebbe sembrare un abito personalizzato

Questa è forse la differenza più importante.

Un abito realmente progettato su misura non dovrebbe dare l’impressione di essere stato modificato rispetto a un modello esistente.

Dovrebbe sembrare che sia sempre esistito così.

E forse è proprio questo il risultato più difficile da ottenere.

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