ANDREA
“Andrea si definisce un sarto degli abiti da sposa, ma a Voghera, da quando ha aperto il suo atelier molte persone lo hanno chiamato il nuovo Valentino. Quel che colpisce, guardando le immagini di quello che crea, è l’artigianalità del suo lavoro, fatta di ago filo spilli e ricami, tutto quello che ha reso unico il made in Italy nel mondo.”
Mariella Mliani
Mi chiamo Andrea, e faccio un lavoro particolare.
Sono un sarto di abiti da sposa.
È nato tutto un po’ per caso, un po’ per gioco, ed è proprio per gioco che ho imparato a cucire; mi ha insegnato Nonna Carla da piccolo, con cui passavo i pomeriggi con ago e filo e che mi faceva fare pratica dei diversi punti fatti a mano sulla carta a quadretti, per imparare a farli alla stessa distanza; ero così piccolo che non riuscivo a portare il ditale al dito perché era troppo grande, e ancora oggi, non lo porto mai.
Da quando ho aperto il mio nuovo atelier in piazza Duomo a Voghera, qualcuno si è rivolto a me chiamandomi “il nuovo Valentino” e non posso non ammettere che se da una parte è un motivo di orgoglio, dall’altra essere associato ad una figura così immensa, è un complimento tanto grande che fa un po’ tremare le gambe.
Di sicuro, ho in comune due cose con il signor Valentino: l’amore e la passione per il nostro lavoro e il legame speciale con un colore: per lui il rosso, per me il bianco.
In comune però abbiamo anche una grande fortuna: il nostro lavoro ci da la possibilità e il potere di creare e vivere di bellezza, un privilegio che va coltivato e onorato ogni giorno.
Dostoevskj diceva che la bellezza salverà il mondo, e di questo, ne sono fermamente convinto.